Archive for novembre 2016

La bestia di Villeneuve

Una lettera, una confessione, un amore tormentato, una sensazione. Una colpa, una minaccia, un cavaliere con lancia e corazza.

Un dono è, in proporzione, una maledizione, un sogno da spendere, ma già speso nella vita scorsa, una corsa, il tempo perso in un malinteso. Un testo complesso, il resto compreso.

Una scusa, un’accusa, un rimpianto, aritmico battito, cuore di aliante, cuore di amianto.

Sapere il sapore, tenere e temere l’amore. Parole, rumore, silenzio, dolore.

Un abbaglio, l’accusa per uno sbaglio, un piccolo particolare, un dettaglio, un ricordo profondo impossibile da dimenticare.

Una notte lunga una vita, una partita per non ferire,una gara che non vuoi vincere. Spicca il volo e non voltarti, non voglio vederti o costringerti a fingere.

‘A livella, le dita sul piano, tienimi l’anima, ti tengo per mano ma dal colpo di fulmine al colpo basso è un colpo di mano. Dal senso di colpa di colpo una rivoluzione: ti chiamo, ti voglio, ti sento, ti amo.

Sotto il temporale ma soprattutto sotto l’armatura, venuto solo per dirti che non ho più paura perché quando  il paradiso diventa inferno, l’emozione è davvero pura; dolce e amara paranoia, l’orgoglio s’ingoia o l’orgoglio t’ingoia.

Brindo a noi, hai voglia riempirlo quel vuoto incolmabile, un esse o esse, memorie impresse, amore labile, amore e psiche, una scritta incancellabile: esse di esse, psicolabile.

Un sorriso che ti riempie il cuore, una notte che non finirà mai, una luce in fondo al tunnel e studi di stadi, di scavi nei guai. Una canzone di rabbia, l’immaginazione è una gabbia di sabbia: la rosa dei venti, la notte dei tempi, le botte che dai, le botte che prendi

Una tisana, un Martini, una birra, una via d’uscita, una storia, una rima, una morte, una vita, un’altra partita.

Lo so, sarà una lunga assenza

Per quanto subdolo e ridicolo, scrivere è l’unico modo che ho per sfogarmi. non voglio e non posso concedermi il lusso di parlare di te ad oltranza con chi mi sta intorno, tanto più che ogni persona che mi si avvicina mi ricorda il fatto che non sei tu.

Ti scrivo qui (da qualche parte devo pur farlo), con la certezza che si tratti ancora di voglia di comunicare con l’unica persona di cui avrei bisogno; risparmiatemi le pippe sulle dipendenze affettive e affiliati, visto che tutti abbiamo dei bisogni, bisogni primari dei quali spesso a priori non siamo nemmeno consapevoli e visto che accetto quotidianamente la tua decisione di non aver più niente a che fare col sottoscritto.

Ho bisogno di te e me ne rendo conto ogni giorno, nelle piccole cose di tutti i giorni: quando riesci ad entrare nei miei pensieri anche attraverso i gesti di altre persone. sei nel mio impegno per tenere la casa in ordine. nella mia tazza di tè. nelle mie canzoni preferite. sei nel mio carattere quando non fingo simpatia a chicchessia solo per fare bella figura.sei nel mio letto la notte, quando sono da solo ma soprattutto quando non lo sono.

Inutile quanto necessario dirti ancora una volta che ho bisogno di te. anche quando non ho bisogno di te.

“Oh, ma ti sei beccato la luna?”

(per sempre sempre)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: