Ritorno a ieri
La corsa dei pensieri viaggia a quattro zeri
Il tuo gioco sporco era salvifico
Ho polmoni pieni
Ma l’atmosfera macerava i suoi veleni
E venne meno il nostro ossigeno

Corpi lontani
E stelle a sciami
Gli universi a volte non collidono
E spine e steli di fiori neri
Che le nostre forbici recidono

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio

Penso a domani
Al vento freddo che ti spaccherà le mani
E se è così il rancore ha un costo fisico
Tra i miei regali
Io adesso ho quello per cui tu ti rassegnavi
Giudicando, sì, ma da che pulpito?

Torvi e cattivi, quegli occhi chiari
Spesso nei miei incubi mi incrociano
Tu rigiravi coltelli e chiavi
Ma le ferite, adesso si suturano

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio.

Tutti i crediti a Gianluca Picariello che ancora una volta riesce a cucirti addosso questo.

abito unico, capo di sartoria,

cristallo di Boh-e sai che non pratico Santeria

Questa è l’ora che pubblico e non giudico, volo via.

Ludico il mezzo da cui,

lo dico in miezz’a via,

rubo “di noi” e con-

-cludo lontano da volti avvoltoi, nodi scorsoi, lontani dai “lui”

Re-esisto su questa litania: “la nostra storia” e mica “la mia”.