Archive for settembre 2019

The scientist

Ancora mi fa male il ginocchio sinistro e il costato

Questo danno quanto mi è costato

Pro-stato, come nonno il socialismo è una questione di pain coi butei sensa schei, un manipolo di manichei.

Tutti rei confessi, più o meno, meno melo di più, no fame.

Hall of fame.

Hey tu. Ci sei?

Vivo

Advertising o ricerca d’attenzione
Avresti proprio bisogno di un aiuto
Se non mi rifiuto
Urge in fretta una scelta drastica
Dall’autorimessa alla lavanda gastrica
Quando sei giù e credi che tutto il male del mondo lo incarni tu,
I miei amici me l’avevan detto
Di stare attento,
Ma neanche il tempo di capirla sta frase
Che da solito pirla ci sono dentro, un secondo fa/ sempre la differenza, aspetto già da tempo al patibolo la mia sentenza, colpevole confesso, vostro onore in questo mare ho scelto il male minore, se devo affogare scelgo di morire d’amore, che poi alla fine allo stesso tempo mi salva, troppo tempo che non sentivo più fitte al cuore, mentre morivo lentamente mi sento ancora vivo e se sopravvivo sarò più forte. Tu dici che mi fai mettere il muso, io dico che ho sempre preferito sbatterlo forte contro il muro, testardo dal cuore grande, bastardo per difendermi, accanito e devastante, protettivo ed accomodante. E come Dante fino all’ultimo girone, ci trovo sempre il mio nome certo eccome, ma tu sai prendermi in un istante. Non è ancora partita chiusa, ma come chi USA?!
Sembra un conflitto mondiale, se vincere la guerra
Equivale a diventare una merda
Stasera guarda mi preferisco sconfitto e volare rasoterra, tanto è uguale, il mare non lo si afferra, ci puoi nuotare, galleggiare, fare il morto, ma non portarlo via.
Ho ancora tanto da dare e da dire basta
Non impazzire e in silenzio scrivo la mia litania…

Se stare in alto vuol dire vivo
Allora vivo
Ci registro un altro visto
Visto che non ti ho mai visto

Guarda quanto tempo buttato restando sotto, adesso che vorrei dare solo amore alle persone care resto indietro perdo tempo che dovrei dedicare solo a me per recuperare
Ho bisogno di chiudere di staccare ma non di scappare ma mi scappa di spegnere il cellulare, io che di tanto in tanto me ne accorgo in effetti mi sta rubando troppo/tempo e l’aria intorno mi si surriscalda meglio che rallento così, mi sento come il mio PC, ma non centra Norton, mi trovo sempre a riva quando torno ma resto ancora nella nave nella stiva e alla fine non si arriva mai al porto,

Cerco sempre la salita, mai importato trovare una via d’uscita, magari una via più comoda, a pensarci bene in effetti siamo tipi da comica e ci arrampichiamo sugli specchi, rime apparecchi
Dimostrare qualcosa a chi amo è diventato uno stimolo vivilo
Ora che tutti abbiamo un trono una tele un device per guardarci da fuori metterci in vetrina finisce che è peggio di prima e dentro non ci guardiamo mai
Destinato a non sentire più niente
Oppure a ritornare innamorato per sempre col cuore spezzato
O forse sono solo monotono e suono mono tono ma guarda quanti si perdono e poi chiedono perdono
E io scemo che resto immobile sul divano
Con questo giallo tulipano in mano
Mi chiedo se tirare fuori quello che sentiamo sia davvero così vano
Non ti ho cercata non ti ho inseguita non ti ho voluta
Ti ho incontrato per caso mentre vivevo la mia vita dissoluta, ministro dell’emozione, vostro onore sono come Scajola, perché m’innamoro a mia insaputa!
Nei meandri della mente un pensiero ricorrente i risvolti più contorti
Lettere postume di un’anima suicida come jacopo ortis
Perso nel mio viaggio in questo campo di maggio, non a caso, insieme a Curtis.
Amici seminati ma mai raccolti, silenzi durano giorni o mesi, spezzati da un ‘vecio cosa mi racconti?’

Guarda gli scherzi del destino ci chiamiamo cani odiamo i napoletani e il nostro capostipite è un mastino
Come il cane che rimo siamo ancora più strani, vari
E rimanere attaccati ad una leggera sfumatura, pura struttura

E chi lo sa se, te ne andrai in un batter ciglio/ ma se funzionasse, in tre parole better stronger faster, pensandoci bene mi piglio come se non bastasse sai altrettanto bene che se stiamo insieme ho le difese immunitarie basse, a volte faccia cupa, reazioni involontarie sparse vanno pari passo alle preoccupa..zioni di farsi illusioni, di vedere queste emozioni arse, ah se non fossero solo speranze false alle quali mi ci appiglio tipo presidente del consiglio alle nostre tasche e alle nostre tasse, cuore che spalanco mentre pensandoti decanto in rima, collina
Montparnasse, come se quella nociva vocina sempre negativa accanto come per incanto di colpo non parlasse più… lotta di classe, una volta c’era, passeggera,/ voglia di viverti intensamente ma leggera, impasse e allora va_se-mpre bene andare dritto al sodo, velocità di crociera, devo allentare qualche nodo, sciogliti tra le mie braccia,

Manchi di cipiglio, guardo avanti i miei traguardi e i miei bersagli, dimmi se ci piglio

E queste burbe nazi, ce magnamm come Burger stikazi

Tipica famiglia all’italiana, un po’ baccana e de na olta dove ognuno dice a qualcun altro cosa e come fare, cosa dire, come si deve comportare, tutti dalla lingua sciolta. Più cristiana che laica, ogni discorso sembra essere una faida per come in un attimo finisce che si sbraita. l’invadenza la fa da padrona mamma chioccia figli bacchettoni tra pacche sulle spalle baci sulle guance e cinepanettoni. Commedia alla Vanzina ma no. Non è cinema, una gag continua ma

Da un po’ che penso solo alla al pagante Dante Gantes se il terrore di perdere te mi fa perdere la testa come Danton qui per evadere dalla realtà versami al volo del monte, cristo, Edmond Dantes. Tanto non scelgo io chi amare, le grandi verità sono sempre quelle più amare, e lo scrivo invece di pensare ad un buon amico che mi son scordato di chiamare.

Mi asciugo, to asciugo. SUGO

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