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Work

What kind of work you do?

Opero nel campo della pizza.

Unchained my heart.

Va bene ciao.

Delay Blues

Questo è dedicato a te
Che muori tra i sogni di rithm n blues
Che voli ma questo blu che è dipinto di più
Di più come la voglia che hai di fare
Di più come il divario che c’è
Tra terra e mare
Amare
Quest’affare sconosciuto
Persa nei consigli che raccogli in questi messaggi d’aiuto
Blues come il funky a basse frequenze
Blues come le varie conseguenze
Che agiscono sulla tua parte primordiale
Prima norma essere normale
Tale e quale
Qual è la strada che ci porta alla felicità
Quale non si reffa
Navigo ancora la notte come Neffa
Ma in cattività
Qua l’attività
È figlia di concetti labili
Di progetti fragili
Di speranze ed illusioni e sono paragoni
Validi quei suoni
Validi mille ragioni per restare su
Blues come quel blues ma io spingo di più… Ma io spingo di più… Ma io spingo di più…
Ti voglio fare bene
Stare insieme
Supportare le tue decisioni imprecisioni
Lasciano il tempo che trovano
Lascia quel tipo e vieni qui da me
Fatti trasportare dal mio flow guardiamo
Come guardiani del faro
Le ombre delle navi sono cavi lontano
Via dalla povertà di spirito
Siamo sincope e libido
Critico il mio senso cinico
In flussi di coscienza in trasparenza
Sul tappeto ritmico. Mi fido
Come di un caro amico del tuo sguardo trasparente
Del tuo essere intransigente
Tra la gente che mente a se per prima
Cassa e puntina
Fanno la magia
Siamo in empatia, la veggente dei tarocchi
È fuori sintonia. Poi mi tocchi
Mentre tu sei tua io ti sento mia
Siamo in via matti della cura
Come la pace che placa e rassicura
Vivo quest’attimo come un eterno secondo
E immortalo sopra un foglio un secondo eterno e dall’interno ti fecondo.

The scientist

Ancora mi fa male il ginocchio sinistro e il costato

Questo danno quanto mi è costato

Pro-stato, come nonno il socialismo è una questione di pain coi butei sensa schei, un manipolo di manichei.

Tutti rei confessi, più o meno, meno melo di più, no fame.

Hall of fame.

Hey tu. Ci sei?

Vivo

Advertising o ricerca d’attenzione
Avresti proprio bisogno di un aiuto
Se non mi rifiuto
Urge in fretta una scelta drastica
Dall’autorimessa alla lavanda gastrica
Quando sei giù e credi che tutto il male del mondo lo incarni tu,
I miei amici me l’avevan detto
Di stare attento,
Ma neanche il tempo di capirla sta frase
Che da solito pirla ci sono dentro, un secondo fa/ sempre la differenza, aspetto già da tempo al patibolo la mia sentenza, colpevole confesso, vostro onore in questo mare ho scelto il male minore, se devo affogare scelgo di morire d’amore, che poi alla fine allo stesso tempo mi salva, troppo tempo che non sentivo più fitte al cuore, mentre morivo lentamente mi sento ancora vivo e se sopravvivo sarò più forte. Tu dici che mi fai mettere il muso, io dico che ho sempre preferito sbatterlo forte contro il muro, testardo dal cuore grande, bastardo per difendermi, accanito e devastante, protettivo ed accomodante. E come Dante fino all’ultimo girone, ci trovo sempre il mio nome certo eccome, ma tu sai prendermi in un istante. Non è ancora partita chiusa, ma come chi USA?!
Sembra un conflitto mondiale, se vincere la guerra
Equivale a diventare una merda
Stasera guarda mi preferisco sconfitto e volare rasoterra, tanto è uguale, il mare non lo si afferra, ci puoi nuotare, galleggiare, fare il morto, ma non portarlo via.
Ho ancora tanto da dare e da dire basta
Non impazzire e in silenzio scrivo la mia litania…

Se stare in alto vuol dire vivo
Allora vivo
Ci registro un altro visto
Visto che non ti ho mai visto

Guarda quanto tempo buttato restando sotto, adesso che vorrei dare solo amore alle persone care resto indietro perdo tempo che dovrei dedicare solo a me per recuperare
Ho bisogno di chiudere di staccare ma non di scappare ma mi scappa di spegnere il cellulare, io che di tanto in tanto me ne accorgo in effetti mi sta rubando troppo/tempo e l’aria intorno mi si surriscalda meglio che rallento così, mi sento come il mio PC, ma non centra Norton, mi trovo sempre a riva quando torno ma resto ancora nella nave nella stiva e alla fine non si arriva mai al porto,

Cerco sempre la salita, mai importato trovare una via d’uscita, magari una via più comoda, a pensarci bene in effetti siamo tipi da comica e ci arrampichiamo sugli specchi, rime apparecchi
Dimostrare qualcosa a chi amo è diventato uno stimolo vivilo
Ora che tutti abbiamo un trono una tele un device per guardarci da fuori metterci in vetrina finisce che è peggio di prima e dentro non ci guardiamo mai
Destinato a non sentire più niente
Oppure a ritornare innamorato per sempre col cuore spezzato
O forse sono solo monotono e suono mono tono ma guarda quanti si perdono e poi chiedono perdono
E io scemo che resto immobile sul divano
Con questo giallo tulipano in mano
Mi chiedo se tirare fuori quello che sentiamo sia davvero così vano
Non ti ho cercata non ti ho inseguita non ti ho voluta
Ti ho incontrato per caso mentre vivevo la mia vita dissoluta, ministro dell’emozione, vostro onore sono come Scajola, perché m’innamoro a mia insaputa!
Nei meandri della mente un pensiero ricorrente i risvolti più contorti
Lettere postume di un’anima suicida come jacopo ortis
Perso nel mio viaggio in questo campo di maggio, non a caso, insieme a Curtis.
Amici seminati ma mai raccolti, silenzi durano giorni o mesi, spezzati da un ‘vecio cosa mi racconti?’

Guarda gli scherzi del destino ci chiamiamo cani odiamo i napoletani e il nostro capostipite è un mastino
Come il cane che rimo siamo ancora più strani, vari
E rimanere attaccati ad una leggera sfumatura, pura struttura

E chi lo sa se, te ne andrai in un batter ciglio/ ma se funzionasse, in tre parole better stronger faster, pensandoci bene mi piglio come se non bastasse sai altrettanto bene che se stiamo insieme ho le difese immunitarie basse, a volte faccia cupa, reazioni involontarie sparse vanno pari passo alle preoccupa..zioni di farsi illusioni, di vedere queste emozioni arse, ah se non fossero solo speranze false alle quali mi ci appiglio tipo presidente del consiglio alle nostre tasche e alle nostre tasse, cuore che spalanco mentre pensandoti decanto in rima, collina
Montparnasse, come se quella nociva vocina sempre negativa accanto come per incanto di colpo non parlasse più… lotta di classe, una volta c’era, passeggera,/ voglia di viverti intensamente ma leggera, impasse e allora va_se-mpre bene andare dritto al sodo, velocità di crociera, devo allentare qualche nodo, sciogliti tra le mie braccia,

Manchi di cipiglio, guardo avanti i miei traguardi e i miei bersagli, dimmi se ci piglio

E queste burbe nazi, ce magnamm come Burger stikazi

Tipica famiglia all’italiana, un po’ baccana e de na olta dove ognuno dice a qualcun altro cosa e come fare, cosa dire, come si deve comportare, tutti dalla lingua sciolta. Più cristiana che laica, ogni discorso sembra essere una faida per come in un attimo finisce che si sbraita. l’invadenza la fa da padrona mamma chioccia figli bacchettoni tra pacche sulle spalle baci sulle guance e cinepanettoni. Commedia alla Vanzina ma no. Non è cinema, una gag continua ma

Da un po’ che penso solo alla al pagante Dante Gantes se il terrore di perdere te mi fa perdere la testa come Danton qui per evadere dalla realtà versami al volo del monte, cristo, Edmond Dantes. Tanto non scelgo io chi amare, le grandi verità sono sempre quelle più amare, e lo scrivo invece di pensare ad un buon amico che mi son scordato di chiamare.

Mi asciugo, to asciugo. SUGO

Diversi ma uguali. Keep on dreamin’

Vi siete mai chiesti cosa stiamo a farci qui? Vi è mai capitato di trovarvi nella burrasca e provare piacere nel lottare con tutte le vostre forze per amor proprio e non per istinto di sopravvivenza?

Donarsi agli altri è la sensazione che ci dà più soddisfazione e benessere ma quanto è dura quando si approfittano di te e del tuo buon cuore? Ci passiamo tutti, prima o poi.

“Per noi la diffidenza è norma prima”

Conquistare, con cui stare. E tante altre bellissime cose che auguro un po’ a tutti, in quanto comunità prima che individui.

Questa riflessione nasce da un matrimonio dove ho visto la comunità prima degli individui e credo ci sia qualcosa di profondo in questo nonostante le contraddizioni non manchino.

La ragazza che mi piace ha il fidanzato, dannazione. Spero almeno che la faccia sorridere perché ho visto tanta tristezza nei suoi occhi. Vorrei solo vederla felice.

Dimmi dove sei? io ti cercherò…

Dentro le pieghe

Ritorno a ieri
La corsa dei pensieri viaggia a quattro zeri
Il tuo gioco sporco era salvifico
Ho polmoni pieni
Ma l’atmosfera macerava i suoi veleni
E venne meno il nostro ossigeno

Corpi lontani
E stelle a sciami
Gli universi a volte non collidono
E spine e steli di fiori neri
Che le nostre forbici recidono

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio

Penso a domani
Al vento freddo che ti spaccherà le mani
E se è così il rancore ha un costo fisico
Tra i miei regali
Io adesso ho quello per cui tu ti rassegnavi
Giudicando, sì, ma da che pulpito?

Torvi e cattivi, quegli occhi chiari
Spesso nei miei incubi mi incrociano
Tu rigiravi coltelli e chiavi
Ma le ferite, adesso si suturano

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio.

Tutti i crediti a Gianluca Picariello che ancora una volta riesce a cucirti addosso questo.

abito unico, capo di sartoria,

cristallo di Boh-e sai che non pratico Santeria

Questa è l’ora che pubblico e non giudico, volo via.

Ludico il mezzo da cui,

lo dico in miezz’a via,

rubo “di noi” e con-

-cludo lontano da volti avvoltoi, nodi scorsoi, lontani dai “lui”

Re-esisto su questa litania: “la nostra storia” e mica “la mia”.

Tratto da una storia vera

​Se avessi la bacchetta magica ti toglierei tutti i dolori, tutti i mali che senti. Che si tratti di corpo o di anima… io desidero solo prendermi cura del tuo cuoricino solo che a volte ne ho bisogno anch’io e parlartene mi fa pensare “scrivo, parlo, mi mostro? O nascondo, custodisco, difendo?” 

Pensare se scriverti o meno, se la cosa possa farti piacere o darti un dispiacere; se la prendi come una paranoia o se la accetti come un aprirsi sempre di più verso di te. 

Ho questo lato controverso e sensibile dentro me

E anche se mi dicesti che mi ami anche per questo sento che la cosa un po’ ti dà fastidio quindi penso che potresti anche stufarti di me.

Stasera mangio farfalle ma non centra col cibarmi delle tue paure

…e sono ancora qui. come se fosse un bene, come se fossimo ancora assieme, come se scrivere sul mio cazzo di blog fosse un modo per dire “hey, scrivo ciò che sento visto che le possibilità di parlarne mi sono state tolte, eccheccazzo, vi dò un motivo non per darmi dello stalker, se volete datemi del pazzo! che tanto, non riuscirà nessuno a creare in me più imbarazzo di quanto non ne provi già per i fatti miei ogni santo giorno, a volte parlo col creatore chiedendogli “quando cazzo torno?”
Dimenticare cosa? cosa?!?! cosa?!?! gli errori li pago e le lezioni le imparo. ma il vuoto che lasci e le tue parole che fanno male come me le scordo? dovrei cambiare casa per pensare di cancellare ogni tuo ricordo. in ogni angolo vedo qualcosa di noi, e ora hai voglia a dire che sono stronzo e che non ti ascolto. Ero in gelateria, anche lì ricordare il tuo gusto preferito mi ha portato via, qualcuno mi spieghi cosa sia? quella che ho addosso è una maledizione mica una magia. Quante lacrime vuoi? Quante te ne servono per lasciarmi andare? io devo scrivere e non so come fai tu a sopportare dentro molto di più, molti più anni di male. piango e mi mortifico perchè sono anni di male che non ho saputo cancellare, a quanto pare. altrimenti saresti ancora qui e ti lasceresti coccolare.
Tornerà l’inverno. Torneranno le tue mani fredde. Tornerà il tuo Woolridge. Torneranno le tue felpone. Tornerà il tuo “sto congelando”.

Ma tu non tornerai.

Ed ogni piccola vittoria e gioia personale quotidiana varrà sempre meno.
Perso. sono perso in un controsenso nel quale devo e voglio solo darmi da fare per il mio meglio e per il mio stare bene, e quando non ci riuscirò starò male perché è la mia natura, e quando ci riuscirò starò comunque male perché ancora una volta realizzerò che tu non sarai lì con me. e non potrò gioirne con te.

Io che muoio per sapere che la tua vita va alla grande, alla fine muoio dentro perchè semplicemente hai scelto di volermi distante.  la tua voce riecheggia nella testa, e chi se la scorda? “Faresti meglio a cancellare tutto!” ma come faccio a cancellare te dalla mia testa? ci fosse violenza, almeno ne capirei l’esigenza. ma visto che c’è solo tristezza ora venite a spiegarmi com’è che si sta quando un cuore si spezza.
io rendo conto a questa realtà e nel mio mondo tutto ciò è reale quindi per favore chi non mi capisce si accomodi pure che tanto tutti ti cercano solo quando hanno bisogno. e io ho bisogno di me. ho bisogno di me e nessun altro.  che tanto, se dicessi che ho bisogno di te per amarti, nessuno mi crederebbe quindi grazie tante. sono abituato alla solitudine, profonda solitudine, non preoccupatevi. starò male senza disturbarvi.

 

(re-edit)  postilla: che poi tutte queste belle coppie felici e contenti sono fatte di donne cornute e “uomini” bugiardi.

venite a chiedermi perché sono un disagiato.

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