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Dentro le pieghe

Ritorno a ieri
La corsa dei pensieri viaggia a quattro zeri
Il tuo gioco sporco era salvifico
Ho polmoni pieni
Ma l’atmosfera macerava i suoi veleni
E venne meno il nostro ossigeno

Corpi lontani
E stelle a sciami
Gli universi a volte non collidono
E spine e steli di fiori neri
Che le nostre forbici recidono

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio

Penso a domani
Al vento freddo che ti spaccherà le mani
E se è così il rancore ha un costo fisico
Tra i miei regali
Io adesso ho quello per cui tu ti rassegnavi
Giudicando, sì, ma da che pulpito?

Torvi e cattivi, quegli occhi chiari
Spesso nei miei incubi mi incrociano
Tu rigiravi coltelli e chiavi
Ma le ferite, adesso si suturano

Persi i punti di contatto
A ciascuno il suo vantaggio
La vita succede
Capita dentro le pieghe
Nelle zone di contagio.

Tutti i crediti a Gianluca Picariello che ancora una volta riesce a cucirti addosso questo.

abito unico, capo di sartoria,

cristallo di Boh-e sai che non pratico Santeria

Questa è l’ora che pubblico e non giudico, volo via.

Ludico il mezzo da cui,

lo dico in miezz’a via,

rubo “di noi” e con-

-cludo lontano da volti avvoltoi, nodi scorsoi, lontani dai “lui”

Re-esisto su questa litania: “la nostra storia” e mica “la mia”.

Stasera mangio farfalle ma non centra col cibarmi delle tue paure

…e sono ancora qui. come se fosse un bene, come se fossimo ancora assieme, come se scrivere sul mio cazzo di blog fosse un modo per dire “hey, scrivo ciò che sento visto che le possibilità di parlarne mi sono state tolte, eccheccazzo, vi dò un motivo non per darmi dello stalker, se volete datemi del pazzo! che tanto, non riuscirà nessuno a creare in me più imbarazzo di quanto non ne provi già per i fatti miei ogni santo giorno, a volte parlo col creatore chiedendogli “quando cazzo torno?”
Dimenticare cosa? cosa?!?! cosa?!?! gli errori li pago e le lezioni le imparo. ma il vuoto che lasci e le tue parole che fanno male come me le scordo? dovrei cambiare casa per pensare di cancellare ogni tuo ricordo. in ogni angolo vedo qualcosa di noi, e ora hai voglia a dire che sono stronzo e che non ti ascolto. Ero in gelateria, anche lì ricordare il tuo gusto preferito mi ha portato via, qualcuno mi spieghi cosa sia? quella che ho addosso è una maledizione mica una magia. Quante lacrime vuoi? Quante te ne servono per lasciarmi andare? io devo scrivere e non so come fai tu a sopportare dentro molto di più, molti più anni di male. piango e mi mortifico perchè sono anni di male che non ho saputo cancellare, a quanto pare. altrimenti saresti ancora qui e ti lasceresti coccolare.
Tornerà l’inverno. Torneranno le tue mani fredde. Tornerà il tuo Woolridge. Torneranno le tue felpone. Tornerà il tuo “sto congelando”.

Ma tu non tornerai.

Ed ogni piccola vittoria e gioia personale quotidiana varrà sempre meno.
Perso. sono perso in un controsenso nel quale devo e voglio solo darmi da fare per il mio meglio e per il mio stare bene, e quando non ci riuscirò starò male perché è la mia natura, e quando ci riuscirò starò comunque male perché ancora una volta realizzerò che tu non sarai lì con me. e non potrò gioirne con te.

Io che muoio per sapere che la tua vita va alla grande, alla fine muoio dentro perchè semplicemente hai scelto di volermi distante.  la tua voce riecheggia nella testa, e chi se la scorda? “Faresti meglio a cancellare tutto!” ma come faccio a cancellare te dalla mia testa? ci fosse violenza, almeno ne capirei l’esigenza. ma visto che c’è solo tristezza ora venite a spiegarmi com’è che si sta quando un cuore si spezza.
io rendo conto a questa realtà e nel mio mondo tutto ciò è reale quindi per favore chi non mi capisce si accomodi pure che tanto tutti ti cercano solo quando hanno bisogno. e io ho bisogno di me. ho bisogno di me e nessun altro.  che tanto, se dicessi che ho bisogno di te per amarti, nessuno mi crederebbe quindi grazie tante. sono abituato alla solitudine, profonda solitudine, non preoccupatevi. starò male senza disturbarvi.

 

(re-edit)  postilla: che poi tutte queste belle coppie felici e contenti sono fatte di donne cornute e “uomini” bugiardi.

venite a chiedermi perché sono un disagiato.

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