La bestia di Villeneuve

Una lettera, una confessione, un amore tormentato, una sensazione. Una colpa, una minaccia, un cavaliere con lancia e corazza.

Un dono è, in proporzione, una maledizione, un sogno da spendere, ma già speso nella vita scorsa, una corsa, il tempo perso in un malinteso. Un testo complesso, il resto compreso.

Una scusa, un’accusa, un rimpianto, aritmico battito, cuore di aliante, cuore di amianto.

Sapere il sapore, tenere e temere l’amore. Parole, rumore, silenzio, dolore.

Un abbaglio, l’accusa per uno sbaglio, un piccolo particolare, un dettaglio, un ricordo profondo impossibile da dimenticare.

Una notte lunga una vita, una partita per non ferire,una gara che non vuoi vincere. Spicca il volo e non voltarti, non voglio vederti o costringerti a fingere.

‘A livella, le dita sul piano, tienimi l’anima, ti tengo per mano ma dal colpo di fulmine al colpo basso è un colpo di mano. Dal senso di colpa di colpo una rivoluzione: ti chiamo, ti voglio, ti sento, ti amo.

Sotto il temporale ma soprattutto sotto l’armatura, venuto solo per dirti che non ho più paura perché quando  il paradiso diventa inferno, l’emozione è davvero pura; dolce e amara paranoia, l’orgoglio s’ingoia o l’orgoglio t’ingoia.

Brindo a noi, hai voglia riempirlo quel vuoto incolmabile, un esse o esse, memorie impresse, amore labile, amore e psiche, una scritta incancellabile: esse di esse, psicolabile.

Un sorriso che ti riempie il cuore, una notte che non finirà mai, una luce in fondo al tunnel e studi di stadi, di scavi nei guai. Una canzone di rabbia, l’immaginazione è una gabbia di sabbia: la rosa dei venti, la notte dei tempi, le botte che dai, le botte che prendi

Una tisana, un Martini, una birra, una via d’uscita, una storia, una rima, una morte, una vita, un’altra partita.

Lo so, sarà una lunga assenza

Per quanto subdolo e ridicolo, scrivere è l’unico modo che ho per sfogarmi. non voglio e non posso concedermi il lusso di parlare di te ad oltranza con chi mi sta intorno, tanto più che ogni persona che mi si avvicina mi ricorda il fatto che non sei tu.

Ti scrivo qui (da qualche parte devo pur farlo), con la certezza che si tratti ancora di voglia di comunicare con l’unica persona di cui avrei bisogno; risparmiatemi le pippe sulle dipendenze affettive e affiliati, visto che tutti abbiamo dei bisogni, bisogni primari dei quali spesso a priori non siamo nemmeno consapevoli e visto che accetto quotidianamente la tua decisione di non aver più niente a che fare col sottoscritto.

Ho bisogno di te e me ne rendo conto ogni giorno, nelle piccole cose di tutti i giorni: quando riesci ad entrare nei miei pensieri anche attraverso i gesti di altre persone. sei nel mio impegno per tenere la casa in ordine. nella mia tazza di tè. nelle mie canzoni preferite. sei nel mio carattere quando non fingo simpatia a chicchessia solo per fare bella figura.sei nel mio letto la notte, quando sono da solo ma soprattutto quando non lo sono.

Inutile quanto necessario dirti ancora una volta che ho bisogno di te. anche quando non ho bisogno di te.

“Oh, ma ti sei beccato la luna?”

(per sempre sempre)

Stasera mangio farfalle ma non centra col cibarmi delle tue paure

…e sono ancora qui. come se fosse un bene, come se fossimo ancora assieme, come se scrivere sul mio cazzo di blog fosse un modo per dire “hey, scrivo ciò che sento visto che le possibilità di parlarne mi sono state tolte, eccheccazzo, vi dò un motivo non per darmi dello stalker, se volete datemi del pazzo! che tanto, non riuscirà nessuno a creare in me più imbarazzo di quanto non ne provi già per i fatti miei ogni santo giorno, a volte parlo col creatore chiedendogli “quando cazzo torno?”
Dimenticare cosa? cosa?!?! cosa?!?! gli errori li pago e le lezioni le imparo. ma il vuoto che lasci e le tue parole che fanno male come me le scordo? dovrei cambiare casa per pensare di cancellare ogni tuo ricordo. in ogni angolo vedo qualcosa di noi, e ora hai voglia a dire che sono stronzo e che non ti ascolto. Ero in gelateria, anche lì ricordare il tuo gusto preferito mi ha portato via, qualcuno mi spieghi cosa sia? quella che ho addosso è una maledizione mica una magia. Quante lacrime vuoi? Quante te ne servono per lasciarmi andare? io devo scrivere e non so come fai tu a sopportare dentro molto di più, molti più anni di male. piango e mi mortifico perchè sono anni di male che non ho saputo cancellare, a quanto pare. altrimenti saresti ancora qui e ti lasceresti coccolare.
Tornerà l’inverno. Torneranno le tue mani fredde. Tornerà il tuo Woolridge. Torneranno le tue felpone. Tornerà il tuo “sto congelando”.

Ma tu non tornerai.

Ed ogni piccola vittoria e gioia personale quotidiana varrà sempre meno.
Perso. sono perso in un controsenso nel quale devo e voglio solo darmi da fare per il mio meglio e per il mio stare bene, e quando non ci riuscirò starò male perché è la mia natura, e quando ci riuscirò starò comunque male perché ancora una volta realizzerò che tu non sarai lì con me. e non potrò gioirne con te.

Io che muoio per sapere che la tua vita va alla grande, alla fine muoio dentro perchè semplicemente hai scelto di volermi distante.  la tua voce riecheggia nella testa, e chi se la scorda? “Faresti meglio a cancellare tutto!” ma come faccio a cancellare te dalla mia testa? ci fosse violenza, almeno ne capirei l’esigenza. ma visto che c’è solo tristezza ora venite a spiegarmi com’è che si sta quando un cuore si spezza.
io rendo conto a questa realtà e nel mio mondo tutto ciò è reale quindi per favore chi non mi capisce si accomodi pure che tanto tutti ti cercano solo quando hanno bisogno. e io ho bisogno di me. ho bisogno di me e nessun altro.  che tanto, se dicessi che ho bisogno di te per amarti, nessuno mi crederebbe quindi grazie tante. sono abituato alla solitudine, profonda solitudine, non preoccupatevi. starò male senza disturbarvi.

 

(re-edit)  postilla: che poi tutte queste belle coppie felici e contenti sono fatte di donne cornute e “uomini” bugiardi.

venite a chiedermi perché sono un disagiato.

Ci proverò ad odiare. Se non ci riuscirò, mio malgrado, dovrò amare.

Vaf*anculo. Dovrei dormire a quest’ora invece di pensare a soffrire. 

E niente, sto realizzando che sei ancora sofferenza, atroce sofferenza. 

Soffro pensando a te che ti fai male inciampando mentre gareggiavamo su quella scalinata del castello di Praga. Quella caduta, è colpa mia. Non riesco a non farmene una colpa. Quella corsa mi dice tutto di noi. Davvero, tutto. Tutto di te. Tutto di me. Tutto di noi.

In realtà sto molto meglio nel mio quotidiano e se mi vedessi in questi giorni, so che sapresti anche essere fiera di me. 

Ne avrei mille da dire perché nei tuoi confronti nutro tutta la scala dei sentimenti con tutte le sfumature annesse.

E va bene così. Mi basta sentirlo ora, non ho più l’esigenza di doverne parlare o tentare di convincere qualcuno che sia così.

Promessa: amiamoci. Amiamo noi stessi, amore mio, e andiamo a realizzare i nostri sogni. 

Insieme o distanti non ha importanza. La vita è fantastica, la vita è una danza.

E io tifo ancora per te. 

🙂 Buonanotte 

Tu mi hai scelto

​Tu mi hai scelto. Mi hai allungato la tua mano quel giorno del matrimonio. Tu hai scelto me. E mi hai scelto ogni giorno che decidevi di amarmi. Io non riuscivo a dare valore a questa cosa. Convinto che le persone lo fanno perché si sentono sole. Perché io ho fatto così con Jessy.

Mi hai insegnato ad amarmi. Io voglio e posso amarmi perché sto realizzando che ho ricevuto quell’amore di cui tanto avevo bisogno. La strada è lunga ma tu mi hai aperto il cuore e gli occhi. Ed è ovvio che voglio che tu sia felice, non giudicare i miei gesti. Un giorno so che li capirai se avrai capito quanto profondo era il mio dolore. 

Mi hai dato SPERANZA, mi hai insegnato che se guardi dentro te, si possono cambiare le convinzioni di una vita.

Come posso non amarti per questo.

A prescindere che sarai la mia vita o quella di qualcun altro.

Non posso più mentire, non è stato colpo di fulmine ma giorno dopo giorno, il destino mi ha giocato un brutto scherzo. 

Pensavo fossi solo una ragazza da portare a letto, e invece hai cambiato il mio sentimento quotidianamente con il semplice essere te. Mi sono innamorato di te e poi ti ho amato. Ora ti amo più che mai, come amo l’idea di te. Io non credevo più a tutto questo, non credevo più alle lacrime per amore, non so più cosa dovrei fare. 

Io credo ancora che torneremo insieme ma dovrei accettare che non sarà così. Mi hai detto che i tuoi sentimenti sono cambiati, che dovrei farmene una ragione e allora perché perché perché nemmeno ora riesco ad ascoltarti?!?!?! 

Davvero darai quello che hai dato a me a qualcun altro?! Davvero amore mio?

Perché mi illudo che stai solo cercando di farmela pagare?! Credo forse di essere speciale? O credo talmente tanto in te da sperare che se quella volta che hai deciso che ero tuo in fondo al cuore lo pensi ancora?!

Hai una vaga idea di che montagne hai mosso dentro di me?!?! Davvero pensi che non abbia fatto niente per noi?!?! 

Ti ho deluso e ti ho ferito e questo forse è l’unico modo che ho per farmene una ragione. 
‘L’amore mio per sempre sempre?!?” 

Quelle parole pronunciate in maniera così innocente mi sciolsero il cuore, quelle parole che sento ancora nella mia testa e alle quali credo ancora. Voglio cullarmi voglio cullarmi in questo ricordo pensando che ci credi ancora anche tu.

Come diavolo hai fatto? Sei andata oltre con facilità?! Secondo me non è così…eccheccacchio!

Perché TU non mi hai detto niente a riguardo di lui e di “voi” ma ha parlato solo lui?!? 

Spiegatemi sta cosa: se mi scrivi è solo peggio, quindi scrivo a lui. La tresca c’è e mi negate spiegazioni, poi alla fine avevo visto che c’era qualcosa ma non mi “dovevi più niente?!”

O forse l’hai fatto per non ferirmi ancora di più? 

Buttarmi via non è più concepibile 

Sarebbe un insulto all’amore che mi hai dato

Dimostrare che sono uomo cambiato 

È bello 

è dirti amore solo dopo di te ho capito che dovevo essere meglio

Essere degno di trattare una donna come si deve da regina del mio regno e non avrò fretta e non avrò maschera

La carne fredda non ha senso 

E la finzione mi esaspera

Non farà male perché il bene che puoi dare

Non è sofferenza

Ma solo dare quel poco di buono che c’hai 

Se lo capirai, fa la differenza

E forse tu questo lo sai

Ma io non lo sapevo, me l’ero forse dimenticato?

Forse è per quello che temevo di essere veramente innamorato?

Lasciarmi andare fa un male cane

anche perché sento ancora delle catene

Come andare sulla neve

Come andare a puttane ma

Ora è il caso di dormire

Spero domani passerà

Dormi bene, che il dolore ora

É solo il modo che trovo per provare ancora a farmi perdonare.

Always too late

it’s always too late to make up for your error
must lose everything to understand what was worth
lying on cold comfort, just like a pall bearer
grieving over the lost one, with no room for no mirth.

a charming beginner of love and his interior terror
gladly goes for a queen fallen in disgrace, offers rebirth
but then the frightening guardian overcomes the soul carer
revealing all of his fear, his weakness, his dearth.

“as you make your bed so you must lie in it”
like eating unhealthy food then complain for your girth
always too late to straighten the crime you commit

from people like me, it’s maybe better be wide berth
and this dreadful wraith, then must be my fate
i would trade it for faith. But it’s always too late.

10 things i hate about you

I hate the way you talk to me, and the way you cut your hair.
I hate the way you drive my car, I hate it when you stare.
I hate your big, dumb combat boots and the way you read my mind.
I hate you so much it makes me sick — It even makes me rhyme.
I hate the way you’re always right. I hate it when you lie.
I hate it when you make me laugh — Even worse when you make me cry.
I hate it when you’re not around. And the fact that you didn’t call.
But mostly I hate the way I don’t hate you — Not even close, not even a little bit, not even at all.

 

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